Dal Brasile agli Emirati Arabi con la stessa missione: qualità della vita. 
Giorgio Starace, ambasciatore della Repubblica Italiana ad Abu Dhabi, ha presentato gli sviluppi degli Emirati Arabi per i prossimi anni, con un’attenzione particolare a Dubai che ospiterà l’Expo 2020. Per quella data sono previsti 60.000 posti letto in più, 4 parchi divertimenti, strutture museali, l’ulteriore ampliamento dell’aeroporto internazionale. Questo grande ampliamento infrastrutturale presenta una importante opportunità delle imprese italiane, in vista della richiesta di servizi, di facility management, di sicurezza e ovviamente di pulizia e decoro urbano. A tal proposito l’ambasciatore ha citato l’accordo siglato tra Expo 2015 e il management di Expo 2020, che prevede la presenza in Italia degli esponenti di Dubai incaricati di gestire l’esposizione e la possibilità per le aziende italiane di accedere ai servizi di Expo 2020. Starace ha sottolineato poi l’attenzione degli sceicchi verso il verde pubblico, tanto che Abu Dhabi si presenta ricca di oasi di verde circondate dal deserto, con l’utilizzo di tecnologia specifica e all’avanguardia per la loro gestione e manutenzione. Sempre ad Abu Dhabi è previsto il raddoppio della popolazione entro il 2030, con conseguente sviluppo urbanistico in ottica smart. 
 
La case history norvegese
Da ultimo è stata esposta la case history norvegese da Giorgio Novello, ambasciatore della Repubblica Italiana nel Regno di Norvegia. La Norvegia è tra le prime 20 economie mondiali con il maggior fondo sovrano del mondo. La grande immagine internazionale della Norvegia di Paese efficiente ed ordinato è frutto di una precisa volontà politica sostenuta dai cittadini. Otto sono gli obiettivi entro il 2026 tra i quali la pulizia e il decoro urbano hanno un valore di rilievo: riduzione del rumore, dell’inquinamento e delle emissioni di CO2, l’ottimizzazione del sistema di trasporti pubblici dal punto di vista ambientale, lo sviluppo urbanistico della città con nuovi quartieri eco-compatibili, la gestione dei rifiuti cradle-to-cradle, la conservazione e l’ampliamento della sua struttura blu-verde, l’attuazione di una buona governance amministrativa per l’ambiente, la collaborazione tra cittadini, industria e Stato, la creazione di un ambiente migliore a livello regionale, nazionale e internazionale. Le aziende italiane presenti in Norvegia contribuiscono attivamente alla realizzazione di questi obiettivi, tanto che è stato realizzato un itinerario in 20 tappe dell’impatto italiano nella sola città di Oslo, a partire dalla presenza di Renzo Piano. L’ambasciatore Novello ha poi sottolineato come in Norvegia è possibile fare business per le imprese italiane: l’estrazione del petrolio nel mare Artico è svolta con ENI e una forte presenza si rileva nello sviluppo infrastrutturale. La ricerca tenologica anche nella risoluzione di problematiche legate alla gestione della pulizia e del verde pubblico è quindi una priorità da attuare e ricercare in collaborazione con le aziende.
 
La parola alle associazioni – L’Italia un Paese a più velocità
Filippo Brandolini, Presidente di Federambiente, ha sottolineato come in Italia ci siano città paragonabili ai modelli internazionali e ha citato Milano, dove la raccolta dei rifiuti organici ha in poco tempo raggiunto risultati simili ai vertici europei, Firenze, dove è stata progettata una raccolta di rifiuti con cassonetti a scomparsa ed interrati e dove si fa fronte al problema di gestione di un grande flusso di turisti in piccoli spazi e Bologna, dove è stata adottata una tecnologia specifica per la pulizia dei portici. Al tempo stesso però vi sono realtà dove lo spazzamento resta prevalentemente manuale e la gestione dei rifiuti presenta criticità evidenti. Questo è da imputare alla mancanza nel nostro Paese di un sistema impiantistico efficiente e all’impossibilità di effettuare pianificazioni di gestione a lungo termine.
 
Un quadro normativo stabile e investimenti da parte delle imprese
Elisabetta Perrotta, Segretario Generale di Fise Assoambiente, ha invece sottolineato come l’Italia sia un Paese ricco di storia e pertanto con problemi logistici di gestione della pulizia che città giovani e progettate con criteri urbanistici moderni non hanno. Risulta pertanto più difficile pensare di poter attuare ovunque modelli di spazzamento altamente automatizzati nei centri storici o in vicoli molto stretti. Ha tuttavia evidenziato che la gestione ottimale della pulizia e del decoro urbano richiedono innanzi tutto investimenti da parte delle aziende. Questi investimenti in Italia sono rallentati a causa dell’assenza di un quadro normativo che sia innanzi tutto stabile e che consenta una reale pianificazione. Le imprese italiane sono chiamate ad investire in automatizzazione e soluzioni specifiche per le diverse realtà, ma questo deve essere tutelato da ritorni realmente misurabili degli investimenti, resi possibili solo dalla stabilità normativa. Tra gli altri fattori critici la già citata mancanza di impianti ma non solo, bisogna fare un appello a tutti i cittadini perché si diffonda la cultura dell’igiene urbana, spesso carente in gran parte del Paese.
 
AMIA: il modello di Verona
In un convegno dedicato Amia ha illustrato il modello di gestione della città di Verona. Il Presidente Andrea Miglioranzi ha sottolineato come il primo impegno dell’azienda sia quello di fare cultura dell’ambiente. Questo processo passa attraverso l’innovazione tecnologica e la comunicazione. Sotto il primo aspetto Amia utilizza mezzi avanzati, a metano ed elettrici, nel rispetto dell’ambiente e della salute dei collaboratori. Per il secondo aspetto è fondamentale la collaborazione con i cittadini attraverso l’URP e un sistema efficiente di segnalazioni di eventuali criticità e di monitoraggio del servizio. Una app, i canali social, una divisione di videocontrollo ambientale, feste ecologiche sono solo alcuni degli strumenti di partecipazione e coinvolgimento del cittadino nella pulizia della città. Il Presidente Miglioranzi ha fatto poi riferimento alla visione internazionale dell’azienda con una missione operativa in Albania e di consulenza in numerosi altri Paesi tra cui Bosnia, Marocco, Brasile, Nuova Guinea. È stato poi illustrato il dettaglio delle attività a Verona. 
 
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